Important agreement between #BolognaFiere, organizer of the #Bologna Children’s #Book Fair #BCBF18, and a group of organizations (including the Shanghai #XinHua Distribution Group) that oversee the #China #Shanghai International #Children’s #BookFair! https://t.co/aCv8j34b1t pic.twitter.com/h0rSE92mVG
— BolognaFiere Group (@BolognaFiere) December 19, 2017
BOLOGNAFIERE INSEGNA COME SI FA A CINESI E AMERICANI
Il Made in Italy che non ti aspetti: BolognaFiere sviluppa accordi (ed eventi editoriali) a New York e Shanghai.
L’accordo
L’ultimo in ordine di tempo lo ha comunicato l’ANSA appena ieri. Si tratta dell’accordo sottoscritto il 19 novembre scorso tra Shanghai XinHua Distribution Group Co. Ltd. e BolognaFiere (organizzatore del Bologna Children’s Bookfair, la più grande fiera al mondo di editoria per bambini e ragazzi) con l’obiettivo di realizzare a novembre 2018 la sesta edizione del China Shanghai International Children’s Book Fair (CCBF).
Evento che nelle strategie del gruppo emiliano fa il paio con il New York Rights Fair, manifestazione professionale per l’intero settore editoriale (non solo per bambini), che sempre BolognaFiere organizza per la fine di maggio 2018 con Publishers Weekly e Combined Book Exhibit.
Cosa esportiamo
Queste nuove avventure intraprese da BolognaFiere ci dicono un paio di cose molto interessanti. La prima è che le best practices non sono soltanto strategie da copiare ma possono costituire oggetto di compravendita anche a livello internazionale.
Ovvero: dopo tanto parlare di mercato editoriale come scambio di diritti di edizione, adesso troviamo un intero modello fieristico che viene importato da paesi che non risultano certo privi di risorse, né logistiche né economiche.
Chiaramente, quando parliamo dell’esportazione di un modello-fiera non intendiamo semplicemente competenza ed esperienza, ma un intero “pacchetto” di servizi comprensivo di una rete di conoscenze e collaborazioni già collaudata e pronta all’uso. Che nel mondo di oggi costituisce un vero e proprio vantaggio competitivo.
Il Made in Italy
E poi concedeteci una soddisfazione nazionale, dopo la brutale estromissione dai Mondiali. Italians do it better, anche quando non ci sono di mezzo tessuti raffinati o motori ruggenti.
L’idea che città come New York e Shanghai possano stringere accordi con Bologna per iniziare (come nel caso degli Stati Uniti) o sviluppare (vedi Cina) eventi fieristici sul libro di caratura internazionale e – peraltro – finalizzati alla stimolazione del mercato editoriale, non può che renderci soddisfatti. Molto soddisfatti.
Fiduciosi che possa costituire il primo atto di un ampliamento ancora maggiore della rete e delle potenzialità del Bologna Children’s Bookfair, che resta l’origine di tutto questo e un patrimonio da salvaguardare nello sviluppo.
