#5Settembre, #MiLit: il 31 ottobre il responso dell’Unesco sulla candidatura di Milano a città della Letteratura pic.twitter.com/s6x7Rd0tqw
— Scuola Librai UEM (@ScuolaLibraiUEM) September 5, 2017
La Milano del libro punta all’UNESCO
Abbandonati i dibattiti sulle fiere dell’editoria, Milano volta pagina e punta a diventare Città Creativa Unesco per la Letteratura.
La candidatura
È stata presentata martedì 5 settembre, nella Sala delle Conferenze di Palazzo Reale, la candidatura ufficiale di Milano a Città Creativa Unesco per la Letteratura. E con lei una visione nuova sulla centralità dell’editoria, finalmente libera (almeno temporaneamente) dal dibattito dei saloni del libro.
Il progetto di candidatura, secondo quanto riportato sul sito ufficiale, prende le mosse dal libro come oggetto culturale, sociale e identitario, disegnando tragitti di scambio e integrazione fra Milano e il resto del mondo. Ma serve una premessa per capirlo in dettaglio: cosa sono le città creative Unesco?
La rete delle città creative
Viene istituita nel 2004 dall’UNESCO per rafforzare il collegamento tra le città che hanno basato il proprio sviluppo economico sulla creatività. Si declina in sette categorie: Letteratura, Gastronomia, Design industriale, Musica, Cinema, Artigianato e Arti mediatiche.
Fanno parte della rete 116 città in tutto il mondo, di cui solo 5 italiane: Roma (Cinema), Parma (Gastronomia), Bologna (Musica), Fabriano (Artigianato), Torino (Design). Alla call 2017 hanno risposto, oltre a Milano, Alba (Gastronomia), Alghero e Carrara (Artigianato), Genova e Pesaro (Musica). Gli esiti sono attesi per il 31 ottobre.
MILIT
Suona come un nome in codice militare, ma è la crasi di Milano Creative City for Literature: il progetto che candida Milano grazie al coordinamento di un team composto da Giovanni Baule, Paola Dubini, Luisa Finocchi, Oliviero Ponte di Pino e Stefano Parise.
Il progetto si articola in sei linee progettuali. In attesa della diffusione ufficiale, riportiamo quelle già comunicate:
Le prime tre sono rivolte alla città: raccontare la Milano letteraria ai cittadini, nuovi abitanti e turisti; promuovere la “lettura inclusiva” per categorie disagiate; favorire l’incontro tra comunità creative e valorizzare la centralità del libro.
Altri tre progetti hanno respiro internazionale: scambi tra giovani scrittori delle città creative; una ricerca sulle nuove professionalità del settore editoriale; uno studio sui nuovi luoghi multifunzionali della cultura, ispirati agli Idea Stores londinesi.
La sfida ora è coinvolgere un numero maggiore di stakeholder (attualmente solo due case editrici) e rendere attivo il loro contributo per ottenere la prima città creativa italiana del libro.
