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Oggi è il 12 Gennaio 2018

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Libri Fuori-Classe, l’alternanza scuola lavoro di senso compiuto

Molto dibattuta e spesso abbandonata a sé stessa, l’alternanza scuola lavoro finisce tra le pagine dei libri e acquista una dignità tutta nuova

L’accordo

Ci voleva la firma di una ministra impopolare e di tre organizzazioni di categoria del settore editoriale per rinnovare l’immagine – per ora solo quella, in attesa di risultati concreti – dell’Alternanza Scuola Lavoro.

Martedì 9 gennaio è stata siglata l’intesa tra il MIUR, AIE (Associazione Italiana Editori), ALI (Associazione Librai Italiani) e AIB (Associazione Italiana Biblioteche), nell’ambito del progetto Libri Fuori-Classe.

Si tratta di una proposta strutturata rivolta agli studenti del triennio delle scuole secondarie superiori, introdotta con la Buona Scuola (legge 107/2015), che prevede un monte ore obbligatorio di attività in contesti lavorativi al fine di incrementare le opportunità di lavoro e le capacità di orientamento degli studenti.

 

I contenuti

L’idea alla base è semplice ma ben realizzata. Il progetto propone sei percorsi tematici sul libro, suddivisi in due blocchi principali:

  • Primi tre percorsi: introduzione al mondo del libro, terminologia specifica, ruoli professionali e diritto d’autore.
  • Successivi tre percorsi: attività pratiche presso sedi lavorative reali, con focus su:
    • Produzione editoriale
    • Rete di vendita nelle librerie
    • Funzionamento delle biblioteche

Il tutto è coordinato dalla piattaforma librifuoriclasse.com, che fornisce:

  • kit didattici per insegnanti
  • una rubrica regionale di enti/aziende del settore (nota: mancano Molise, Val d’Aosta e Calabria)

I meriti

La ministra Fedeli ne ha giustamente evidenziati due:

  1. Promozione della lettura tra i giovani.
  2. Valorizzazione del libro come strumento educativo e professionale.

Noi aggiungiamo un terzo punto importante: il coinvolgimento precoce degli studenti nella logica dell’industria culturale, dove il libro è sia veicolo di sapere sia motore economico. Un esempio concreto è il Percorso 4, che prevede la realizzazione di un prodotto editoriale da presentare all’Esame di Stato.

La speranza è quella di vedere progetti sempre più strutturati e sempre meno studenti confinati tra fotocopiatrici, friggitrici o – peggio – abbandonati a sé stessi.

Post di Paolo Sbraga