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Oggi è il 4 Ottobre 2017

e si parla di Eventi

Libropolis, l’ennesimo unico festival dell’editoria indipendente

A Pietrasanta la prima edizione del festival dell’editoria e giornalismo indipendente. Che si presenta come evento unico nel suo genere.

La manifestazione

Prima di tutto, chiediamo scusa per la vena di sarcasmo che si potrebbe percepire nel titolo. È che, in questo clima di perenne mutamento in cui il settore editoriale è immerso, nuove fiere dell’editoria nascono con la stessa frequenza delle minacce balistiche di Kim Jong-Un.

E il dato è confortante, intendiamoci: come dicono gli organizzatori di Libropolis, la nuova fiera dell’editoria e del giornalismo indipendente in programma a Pietrasanta (LU) dal 20 al 22 ottobre, questo serve ad alimentare la bibliodiversità e la varietà dell’offerta culturale fuori – o contro – il mainstream. Gli organizzatori, infatti, si dichiarano infastiditi dalla presenza di libri negli autogrill quanto di caffè e vino nelle librerie.

 

Mark Twain sì che la sapeva lunga

Un uomo che non legge buoni libri non ha alcun vantaggio rispetto a quello che non sa leggere.

Secondo la presentazione del Festival, questo è il messaggio ispiratore di Libropolis. Con tutto il rispetto per Mark Twain, però, sorgono alcune domande: chi decide cosa siano i buoni libri? L’intera editoria mainstream è da buttare? Siamo sicuri che quella indipendente sia tutta virtuosa? E soprattutto: siamo certi che Oscar Wilde, Twain e Gibran non abbiano detto anche qualche sciocchezza?

Scherzi a parte, Libropolis propone un palinsesto interessante e ben connesso con l’attualità, anche se per ora solo a livello potenziale. Auguriamo al Festival un grande successo: la lettura va promossa in ogni modo, senza dogmatismi o moralismi sulla sua qualità – a meno che non si parli di Mein Kampf o Federico Moccia – né sulla sua distribuzione.

 

Nel frattempo ANCI e FIEG…

Gli organizzatori di Libropolis criticano la diffusione “gassosa” dei libri nella GDO (autogrill, supermercati, aeroporti, centri commerciali), individuandola come un problema culturale da contrastare. Magari è vero. Ma allora non sarebbe stato utile dedicare una conferenza al tema della distribuzione alternativa per le piccole realtà editoriali? Come possono raggiungere una rete più capillare, pur senza i mezzi per accedere ai grandi canali? Un esempio concreto: l’accordo ANCI–FIEG del 3 ottobre per la riqualificazione delle edicole. Le edicole si stanno trasformando in veri hub di servizi locali, anche in aree periferiche. Perché allora non valorizzare il loro potenziale nella promozione della lettura indipendente, dove la GDO non arriva e i lettori sono ancora da conquistare?

Post di Paolo Sbraga